Alberto Sordi

Alberto Sordi è stato uno dei più importanti e famosi attori italiani. Con i suoi quasi 200 film interpretati, appartiene a quella categoria denominata “mostri sacri”, di cui solo pochi altri fanno parte, una distinzione che probabilmente varrà anche in futuro. Oltre che del cinema italiano, Alberto Sordi fu anche un simbolo della “romanità cinematografica”, sia perché in molti dei suoi film spicca la sua personalità romanesca, sia perché di fatto Cinecittà era comunque un territorio fortemente “romanizzato”, trovandosi de facto a Roma.

In una targa commemorativa apposta su una casa vicina a quella che fu la sua nativa, c’è scritto: “Attore ed indimenticabile interprete della “storia di ogni italiano”.. parte ormai indelebile di ognuno di noi..”.

Alberto Sordi, nato nel 1920, divenne per molti “l’italiano”, rappresentando in effetti gioie e dolori comuni ai suoi connazionali.

L’inizio da doppiatore e comparsa

I più giovani d’oggi probabilmente non possono saperlo, e probabilmente non li conoscono nemmeno. Ma quando Stanlio e Ollio (il duo comico inglese) fecero la loro comparsa nei cinema italiani, fu proprio Alberto Sordi a doppiare Ollio a partire dal 1939. Sempre come doppiatore, vince un concorso indetto dalla Metro Goldwin Mayer per doppiare la voce di Oliver Hardy (presentandosi con lo pseudonimo Albert Odisor).

La sua gavetta comprese anche il ruolo di comparsa, in Scipione l’Africano (1937), nel ruolo da generico di un soldato romano.

Sia come doppiatore che come attore, gli anni seguenti furono un grande successo di richieste. Non tutti sanno che Alberto Sordi continuò a lavorare anche come doppiatore fino al 1958, doppiando attori importanti come Anthony Quinn, Robert Mitchum e Robert Ireland.

Il successo cinematografico

Come attore, Alberto Sordi iniziò quindi come “gavetta”, facendo la comparsa, ma in pochi anni alcuni registi si accorsero di ciò che poteva trasmettere sulla pellicola. Dei sentimenti così umani da non potersi non immedesimare in ogni film. Credettero subito in lui Mario Soldati, Carlo Campogalliani, Mario Mattioli, Carlo Ludovido Bragaglia e poi via tutti gli altri, nessuno escluso. Tutti volevano Alberto Sordi e tutti immaginavano un proprio personaggio interpretato da lui.

Il grande successo arrivò con film che rimasero nella storia del cinema italiano, così come I Vitelloni (regia di Federico Fellini), Totò e i re di Roma (Mario Monicelli), Un americano a Roma (Steno), La Grande Guerra (Monicelli).

Tra dramma e commedia, sempre al passo coi tempi

Nessun attore è stato un simbolo dei tempi che cambiano tanto quanto Sordi. Nei suoi film infatti si possono notare numerosi aspetti sociali che negli anni hanno visto mutazioni. Il Maestro di Vigevano, I Complessi, Il medico della Mutua, Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l’amico misteriosamente scomparso in Africa?. Ancora, Il prof. Dott. Guido Tersilli primario della clinica Villa Celeste convenzionata con le mutue.

Tra i film drammatici spicca invece il film Un borghese piccolo piccolo e Detenuto in attesa di giudizio.

C’è persino un aspetto che riguarda il rapporto tra l’avanzamento della tecnologia e l’uomo, come quello in Io e Caterina, in cui nella sua casa arriva una cameriera robot che prova sentimenti umani.

L’Età non ha visto cadere né la qualità dei film di Alberto Sordi né la sua vena comica, che infatti negli anni ottanta è stata osannata in capolavori come Il marchese del Grillo.