Roberto Benigni

Roberto Benigni è uno degli attori italiani più famosi ed apprezzati in tutto il mondo. Nato nel 1952 a Castiglion Fiorentino, ha raggiunto la fama internazionale con il film La vita è bella (1999) di cui era protagonista e regista, che gli è valso la vittoria di due oscar come miglior film straniero e miglior attore (in assoluto), ai quali si aggiunse l’oscar per la colonna sonora composta da Nicola Piovani.

Oscar a parte, Roberto Benigni è uno dei più importanti e amati attori in Italia, grazie a suoi film come Non ci resta che piangere (interpretato insieme al grande Massimo Troisi), Il piccolo diavolo, La voce della Luna, Johnny Stecchino, Il mostro, La tigre e la neve.

Dal “toscanaccio comunista” al “catechista”

Roberto Benigni è stato sempre caratterizzato da una personalità dalle mille sfaccettature e da una capacità di comunicazione estremamente brillante. Proprio per questo, quando Benigni parla, va a finire che per forza di cose si finisce per parlare di Benigni.

All’inizio della sua carriera, il suo personaggio era fortemente comico e politicizzato, ma sempre con una vena umoristica che rendevano questo aspetto più leggero, umano e persino divertente. La sua carriera di attore parte con il film Berlinguer ti voglio bene, di Giuseppe Bertolucci, nel 1977. A questo, a proposito della simpatia politica di sinistra, fa eco il grande monologo de Il Pap’occhio (regia di Renzo Arbore), in cui riesce a mettere a confronto il marxismo e il cristianesimo.

Dagli anni ’80 invece partono i film comici con collaborazioni internazionali in cui emerge maggiormente la personalità “pazza” di Benigni. Film come Daunbailò di Jim Jarmush e Il piccolo diavolo con Walter Matthau ne sono due esempi.

Gli anni ’90 sono invece gli anni del successo. Johhny Stecchino fa record di incassi al cinema e share in televisione. A questo segue Il mostro e successivamente, nel 1997, il capolavoro de La vita è bella.

La svolta educatrice

Dopo il successo ottenuto con La vita è bella, Benigni ottiene fama e successo internazionale, sia come attore, sia come uomo. Da questo momento, la sua opinione conta in tutti i campi. Questa condizione gli consente di staccarsi dalla ruota delle produzioni cinematografiche e fare ciò che più ama: parlare al pubblico, anzi, educarlo. Educarlo alla bellezza.

Così, Benigni crea Tutto Dante, ovvero una serie di letture dantesche in prima serata televisiva. Oltre a leggere, Benigni spiega a modo suo. Un grande successo che gli vale ulteriori riconoscimenti da parte del pubblico.

A Tutto Dante seguiranno La più bella del mondo, dedicato alla costituzione della Repubblica Italiana, e successivamente I dieci comandamenti, dedicato alla storia dei comandamenti della religione cristiana.

Proprio I dieci comandamenti fa insorgere qualche borbottio critico da parte di coloro che l’avevano adorato per i suoi personaggi si sinistra e fortemente laici della carriera iniziale. Qui si potrebbe aprire la discussione sull’essere di sinistra e cristiani, ma siamo lieti di lasciarla a voi.