Totò

Quando si parla di Totò non si parla di un tipo di cinema, di film o di arte, ma si parla del cinema, del film, dell’arte. Ha incarnato da solo la storia del cinema italiano così come quella del teatro di inizio novecento. Nato nel 1898, è infatti dapprima esordito nel teatro della sua bella Napoli, per poi passare al cinema quando questo iniziava a lanciare i primi vagiti in Italia. Lo pseudonimo Totò è una po’ come il suo viso che nasconde mille talenti e facce differenti, così come tante sono le parole che compongono il suo vero nome: Antonio Griffo Focas Flavio Angelo Ducas Comneno Porfiro-genito Gagliardi de Curtis di Bisanzio. Per gli amici, Antonio De Curtis. Per tutti: Totò.

97 film

Come attore, Totò ha recitato in ben 97 film, una carriera cinematografica iniziata nel 1937 e conclusasi nel 1967. La media è stata di 4 film all’anno, con 42 registi differenti, tra i quali si contano soprattutto Mario Mattioli, Camillo Mastrocinque, Steno, Sergio Corbucci, Mario Monicelli, Carlo Ludovico Bragaglia.

Il primo film su Fermo con le mani! (1937) in cui aveva già 39 anni. Se si pensa il suo primo film l’ha fatto già ad un’età molto avanzata, si provi ad immaginare quanti altri ne avrebbe potuti interpretare se fosse nato ad esempio solo qualche decennio più tardi. Il cinema muoveva i primi passi e così anche la produzione cinematografica italiana. Totò fu uno dei primi attori del cinema italiano in assoluto.

La serie di Totò

A partire dal 1948, nasce il personaggio di Totò, inteso come una sorta di eroe popolare. E’ in quest’anno che infatti viene girato Totò al giro d’Italia (regia di Mario Mattioli), che verrà poi seguito da Totò cerca casa (regia di Mario Monicelli),Totò le Mokò, Totò cerca moglie, Tototarzan, Totò sceicco, Totò terzo uomo, Totò e i re di Roma, Totò a colori (il primo film a colori di Totò), Totò e le donne e tanti altri. In tutto, i film che porteranno nel titolo il suo nome d’arte saranno trentasei.

I personaggi di Totò

Totò ha interpretato numerose tipologie di personaggi, ma soprattutto ha messo a confronto i poveri con i ricchi, i potenti con i deboli, i politici con il popolo, i fortunati con gli sfortunati. Si ricordi, uno tra tutti, il film Miseria e Nobiltà. La sua mimica, la sua gestualità, la sua voce, il suo talento innato per la recitazione e l’improvvisazione (maturati anche in tanti anni di teatro), hanno creato uno degli artisti a tutto tondo di cui l’Italia va più fiera. Oltre che un attore, Totò fu anche un abile poeta e canzoniere, così come un incredibile affabulatore.

Forse, le parole che meglio descrivono la sua opera in breve sono quelle riportate su una targa in Piazza Cavour, a Napoli:  La maschera e la smorfia, il volto e lo sberleffo, Totò, Antonio De Curtis, napoletano per caso e per scelta, aristocratico e plebeo, spietato e giullare, beffeggiò poveri e ricchi, umili e potenti, rendendo a tutti la vita più leggera.