Vittorio Gassman

Per la molti critici cinematografici, Vittorio Gassman è stato il miglior attore italiano, anche tra i cosiddetti “mostri” della commedia all’italiana a cui appartengono anche Sordi, Tognazzi, Manfredi e Mastroianni. Nato a Struppa (Genova) ma divenuto romano d’adozione, trasferitosi a Roma molto giovane. Probabilmente, è anche grazie a questo evento che abbiamo avuto la fortuna della nascita dell’attore. Il primo successo arriverà all’età di 27 anni, con il film Riso amaro (1949) con la regia di Giuseppe De Santis.

Gli anni sessanta, il successo consolidato

Lanciato dal film I soliti ignoti del 1958, negli anni sessanta Vittorio Gassman girerà diversi film che rimarranno nella storia e nel cuore di tanti italiani.

Il 1962 è l’anno de Il Sorpasso, che reciterà al fianco di Jean-Louis Trintignant per la regia di Dino Risi.

Nel 1966, il regista Mario Monicelli, dopo che lo aveva già utilizzato in veste comica ne La grande Guerra, lo riutilizzerà nel mitico L’Armata Brancaleone e successivamente in Brancaleone alle crociate.

La vena comica di Gassman si rivelò tanto forte quanto apprezzata e ripagata. Con I soliti ignoti e la  saga di Brancaleone riesce a divertire ma allo stesso tempo fa rendere tutti conto della sua grande maestranza recitativa, così come mimica e fisica. Si deve a Mario Monicelli il primo adattamento delle qualità di Gassman a dei personaggi da commedia, che trovano in Brancaleone la massima espressione.

Altri film di questo decennio che vanno ricordati sono Il mattatore, La marcia su Roma, I mostri, Il gaucho, Il tigre, Il profeta.

Il senso del cinema per Gassman

A partire dagli anni settanta iniziarono i film sempre più complicati, sia come sceneggiatura che come interpretazione. Quando si pensa a film come Profumo di Donna, La Terrazza, C’eravamo tanti amati, Un matrimonio e Quintet (di Robert Altman) o Due pezzi di pane (Sergio Citti) è difficile pensare a certi ruoli interpretati da altri attori, tanto è stato il lavoro che lo stesso Gassman imprime sulla pellicola.

Tra il 1979 e il 1985 sono state diverse anche le collaborazioni internazionali con registi esteri, tra cui i due di Robert Altman già menzionati, The Nude Bomb (Clive Dnner), Pelle di sbirro (Burt Reynolds), La tempesta (Paul Mazursky),  La vita è un romanzo (Alain Resnais), Benvenuta (André Delvaux), Il potere del male (Krysztof Zanussi), ai quali seguirà anche Sleepers (1996, per la regia di Barry Levinson) a cui parteciparono anche Robert De Niro e Dustin Hoffman.

A Gassman piaceva il teatro

Probabilmente, A Gassman piaceva più il teatro che il cinema. Infatti, nonostante i suoi successi cinematografici, Gassman non abbandonò mai il teatro che anzi, lo vide protagonista di produzioni teatrali degli autori più famosi del XX secolo così come dei grandi classici (drammaturghi greci, Shakespeare, Dostoevskij fra i vari.

A Firenze diresse dal 1979 al 1991 la Bottega Teatrale, uno spazio protagonista del mondo culturale fiorentino. Durante tale attività per la Bottega Tetrale, richiamò grandi nomi sul palco tra cui Anthony Quinn, Giorgio Albertazzi, Orazio Costa, Adolfo Celi, Ettore Scola e tantissimi altri.